Il mio fine occhio sul mondo

22/08/2009
I miei primi quarantenni

Temo di essermi fatto ormai qui una certa fama. È vero, la bellezza dei giovani si impone, è qualcosa di elementare, che ci chiama dagli strati più antichi del nostro cervello con lo spettacolo della salute, del vigore fisico, o almeno della tenerezza animale, quella che rende ogni cucciolo adorabile e provoca le adozioni anche fra razze diverse. C'è qualcosa che chiede protezione e calore fino a trent'anni d'età e oltre, in qualcuno.

Ma darei tutti i pischelli della piscina descritti fino a qui per GB. Ne scrivo solo adesso perché non ci incontriamo molte volte e questi miei pezzetti richiedono una lenta preparazione di visioni sovrapposte. Come sfogo, anche, l'ho già detto, di una attrazione pazientemente coltivata. GB mostra 40, 42 anni ma potrebbe averne tre o quattro di meno: forse il suo atteggiamento dimesso un po' lo danneggia. Di lui mi piace tutto: il fisico atletico e affabile, il modo di camminare e di nuotare maturo, elastico, perfettamente fungibile, il segno di peluria più fitta che l'acqua gli disegna al centro del torso moderatamente muscoloso. La faccia, mi rendo conto, non è la sua carta migliore. Il suo sguardo ti raggiunge da un indirizzo anonimo, senza alcun tratto rimarchevole ma che dopo un po' si apprezza per la gentilezza, il naso arrotondato come la mascella, come i fianchi: non più troppo sodi ma morbidi da toccare. Me ne sono accorto quando mi è venuto addosso per sbaglio un giorno in cui occupavamo la stessa corsia. E' un tipo simpatico, almeno credo. A parte le scuse e l'abbraccio involontario scambiati quella volta, non ci siamo mai parlati. Comunichiamo a sorrisi, come ieri mentre gli tenevo aperta la porta per farlo entrare nello spogliatoio. Naturalmente l'ho fatto anche per guardargli una volta di più il culo, ben posizionato nei jeans color crema che porta spesso, e gli stanno da dio.

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10/12/2008
Coming soon

È un periodaccio. Non per il poco tempo, quello non c'è mai. Mi manca la lucidità e forse la serenità per dispormi a osservare come vorrei. L'occhio fine è soprattutto lento, indeciso: non ha mai visto abbastanza, vorrebbe esser sicuro, si scoraggia quando ha il dubbio di fare illazioni infondate. Perciò adesso si costringe a qualche rapido cenno. Nessuno di questi fascicoli può dirsi più che appena istruito:

- è alto, atletico, ben costruito, lo sguardo intenso e le labbra morbide, venticinque, ventisei anni. Bellissimo. Gay anche, non foss'altro perché ha sentito troppo presto e con troppa precisione il mio sguardo addosso. Il suo modo di vestire, e la scelta del costume a slip, mi suggeriscono che non se l'è ancora detto, così come le gambe molto pelose. Appena si accetterà del tutto comincerà a depilarle, e farà malissimo, perché è molto eccitante vedersele scorrere vicino;

- spalle larghe, carnagione chiara, andatura goffa e una simpatica pancetta che spera di buttare giù in poche settimane: si accanisce. Ma non durerà molto. I suoi fianchi larghi e l'espressione vagamente ottusa fanno pensare a un ragazzone amante delle comodità. Sensuale, ma quel tipo di morbidezza che può dedicarsi al sesso come alla buona cucina. Si adeguerà alle attenzioni di una ragazza, prevedo, soffocando senza tanto sforzo le sue curiosità. Del resto non saprebbe nemmeno da dove cominciare;

- ha ripreso da poco la piscina, me lo ricordo almeno un paio di anni fa, più nervoso e tonico. Adesso ha parecchio lavoro da fare, ma è sempre solido, vigoroso, i pettorali ben sottolineati dai peli. Un tatuaggio, di cui si è quasi sicuramente pentito, e che gli occupa tutto il bicipite fino al gomito, lo denuncia come ultras del Brescia, cioè lo rende buzzurro quel tanto che a volte piace immaginarsi collegato alla potenza sessuale. Sono illusioni, lo so.

Poi di Robertino (si chiama così, con il diminutivo) ho dimenticato di dire che si veste in modo assolutamente adatto a lui: le Converse, che sembrano disegnate apposta per il suo fisico svelto ma virile, i pantaloni stretti, certe camicie a righe dai bei colori primaverili anche adesso con il freddo.

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29/09/2008
Il fatto è che mi dà del lei

Sono stato felice di ritrovarlo dopo la pausa estiva, temevo fosse una meteora come altri. È il più simpatico dei frequentatori della piscina in questo periodo, oltre a essere un bel ragazzo. Ha venticinque, ventott'anni, i capelli e la barba corti di un bel castano chiaro dalle sfumature dorate, gli occhi grigio azzurri, un sorriso incoraggiante. È il tipo che attacca discorso con tutti, l'ha fatto pure con me. Una sua buffa caratteristica è che tiene sotto il costume le mutande. Gli ho chiesto una volta perché e mi ha detto che gli sembra così di essere più protetto. Tutto in lui, le sue linee morbide e quadrate, la gentilezza, fanno pensare  a qualcosa di frenato, di perfettamente contenuto.

Il suo fisico smilzo e il profilo piatto appaiono come irrigiditi, un po' da cartone animato, sapete, quando un personaggio rimane schiacciato da un peso e i suoi tratti vengono calcati in una sagoma dallo spessore regolare. Ma l'idea del cartone è anche fuorviante perché poi quelle sue natiche poco pronunciate e le gambe secche sono invece molto sensuali. Un tipo di sensualità liofilizzata, come la sua conversazione: priva di alcuna malizia, il suo erotismo lo si percepisce come una lontana eco dalle profondità in cui si trova ben sepolto anche il suo inconscio.

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12/05/2008
Maschi in piscina # 12

Due cose certe su di lui, che dovrebbero tra l'altro dissuadermi dall'includerlo in questa galleria: guarda le ragazze; ed è minorenne. "Avrà almeno diciassette anni!", tento a volte di controbattere a me stesso. Ma all'uscita della piscina, durante tutte le domeniche invernali, lo aspettava la mamma (in questi giorni torna a casa in bicicletta, non abita molto distante) e ciò fissa il limite superiore della sua età a 15 massimo 16 anni. Del resto fossi in lei farei lo stesso, m'inquieterebbe lasciare andare in giro da solo quella bellezza conturbante e così particolare. Gli occhi piccoli piegati malinconicamente all'ingiù, la bocca ampia e sensuale, il naso diritto, la mascella forte su un collo elegante, e poi tutto un fisico vigoroso e morbido, tracciato con un segno di matita sottile e deciso. L'idea che siamo tutti la saldatura di due metà corpi deve essere venuta ai greci osservando un giovane così: la linea definita che spartisce i pettorali e si incava nel ventre, con nettezza, per poi agganciare il filo della prima peluria e sparire dove nemmeno sotto la doccia è possibile seguirlo (è pudico). Osservando poi la sua bracciata a farfalla, diligente, da bravo allievo di scuola nuoto, si segue con facilità la commessura delle natiche collegata al morbido solco fra i fianchi, e poi a quello che si chiama appunto filo della schiena, il quale sfuma nel ricciolo di un taglio molto giudizioso dei capelli corti.

Guarda le ragazze ma anche i ragazzi, da quella particolare posizione svagata che assumono gli adolescenti ancora del tutto inconsapevoli di sé, quasi abituato a sentirsi invisibile. Gli si dicesse quanto è bello lo prenderebbe come un abbraccio troppo affettuoso di una parente indiscreta. Non si accorge, ne sono certo, delle occhiate che le sue compagne gli rivolgono, per non parlare delle mie. Mi saluta, con un trasporto che mi fa vergognare. Sono il signore da cui ha avuto in prestito una entrata la volta in cui si era dimenticato a casa la tessera; presente negli stessi orari; che lo osserva infine - l'ha capito - ma non riesce a spiegarsi perché. E' attraente, in lui, proprio questa opacità: innocenza appena intorbidita dalla maturazione fisica, dal vigore della sessualità che si manifesta, in forma ancora ottusa, in un corpo la cui esemplare perfezione è compiuta e ornata da queste ultime ore senza colpa.

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13/12/2007
Francesco

Avevo già scritto una cosa su di lui pronta da mandare, come avevo promesso. Se ne stava lì per il solito periodo di decantazione, al termine del quale cancello qualche aggettivo, tolgo una virgola, la rimetto, cose così. Ma poi abbiamo cominciato a rivolgerci la parola e adesso lo sguardo che gli avevo posato addosso mi sembra molto indiscreto. Non riesco neanche più a studiarmelo come facevo prima, sotto la doccia o mentre ci rivestiamo.

Ha ventitré anni, è un atleta vero, gioca a basket (a nuotare ci viene per scherzo), ma non è più alto di 1.75: sottocanestro quelle sue gambe storte e vigorose devono fargli fare dei bei salti. Infatti con la tavoletta, che gli ho consigliato io per migliorare il movimento dei piedi, fila che è una meraviglia.

E' buono Francesco, un po' ingenuo. Ma non è affatto stupido, e anzi temo deformerà presto la sua bella espressione aperta con una smorfia di furbizia. Cioè, potrebbe metter su un'aria risaputa per far intendere che non si fa mettere sotto. Se ne vedono tracce già, ma sarebbe un peccato. Adesso ascolta con vero interesse, gli fa piacere che tu abbia notato come va spedito nonostante gli sbagli nel coordinarsi, fischietta, si calca bene il berretto prima di uscire. Compie ogni gesto restando per una frazione di secondo in attesa di un eventuale rimprovero, che ovviamente non viene, procurandogli un altrettanto brevissimo sollievo, nemmeno lui sa bene da cosa.

Francesco risplende della sua infanzia, ormai lontana, come di una luce che ammorbidisce ogni dettaglio. Nonostante dieci anni di gare e allenamenti, il suo ventre si rifiuta di modellarsi a tartaruga. Sotto ai pettorali definiti porta una delicata pancetta, appena sporgente, e la sua muscolatura forte sembra ricoperta di uno strato tenero, compatto e bianco, profumato. La vivacità delle sue occhiate, la premura nel chiederti come mai venerdì scorso non c'eri; e poi le sue cosce robuste, il tatuaggio da calciatore, il cazzo che cade perfettamente a piombo, insomma, la concentrazione di possibili sviluppi futuri in lui mi sembra di una qualità rara. Che peccato potersene occupare solo durante la piscina, una volta la settimana; due quando sono molto fortunato.

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15/06/2007
Mi pare si chiami Andrea

Gli abituali della piscina ne hanno una grande considerazione: deve aver vinto una gara importante o raggiunto risultati almeno promettenti nel mondo agonistico. In effetti è molto veloce. Ha ormai passato i trent'anni e la gloria se c'è stata è dietro le spalle. E' bassetto, biondo cenere, l'espressione del viso sprezzante. Il suo fisico, nonostante l'assenza di qualsiasi pelo visibile, è - per i miei gusti - molto vicino alla perfezione. Perché, se mette in rilievo ogni singolo muscolo, lo fa senza eccessi e soprattutto conservando - per la sua bassa statura, le spalle tutto sommato strette, le proporzioni - una certa idea di fragilità. E' proprio questo che mi incanta nella compattezza delle sue natiche e nella definizione del ventre cesellato; l'impressione di un apparato rinvigorito più dalla forza di volontà che dalla potenza.

Mi impedisce di adorarlo senza riserve, la sua arietta supponente. E' vero che si va stemperando quanto più ci si allontana dalle sue prodezze. Venerdì scorso, ad Alberto che gli ricordava quello che aveva fatto a Torino (cosa?), ha alzato le spalle come a dire non pensiamoci più. In uno sport di pura forza come il nuoto, comunque, penso non sarebbe andato lontano.Tutti gli altri abituali, anche se non partecipo alle loro discussioni, non frequento gli stessi negozi sportivi e in diversi hanno capito quello che c'era da capire, mi salutano scambiando pure qualche battuta. Lui mi tiene alla larga fin dal primo giorno con sguardi ostili. E' sospetto, lo so, ma non ci sono spiragli in quella collezione di muscoletti. L'ultima possibilità ce l'hanno avuta certi suoi compagni di squadra dagli occhi azzurri e il profilo scolpito. Non si accontenterà mai di niente meno.

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04/12/2006
Non ho passato l'esame

C'è questo bel tipo che viene in piscina. Non è davvero bellissimo, ma gli basterebbe un cenno per quanto mi riguarda. Uno e settanta non oltre, piuttosto rude, rosso. Forse avete già capito come la penso sul pelo rosso: sono del tutto indifeso di fronte a certe sfumature fulve su carnagioni chiare. Il suo fisico è pieno, a seconda dei giorni e della tonicità lo si descriverebbe come un po' pingue oppure muscoloso. In entrambe le versioni va benone. Nuota freneticamente, muovendosi molto, in modo brusco. Poi in doccia si tiene riservato, togliendosi il costume ma guardando sempre la parete, senza mai girarsi.

Ci siamo comunque incontrati spesso per mesi, e già ci sorridevamo facendoci un cenno di saluto. In sua presenza il gaydar manda chiari segnali. Mi sono consultato con un amico che incontro nella stessa fascia oraria. Anche il suo reagisce nello stesso modo. Non ci sono dubbi, dunque, c'è il pieno accordo della comunità scientifica. Però.

Però due settimane fa ci siamo trovati, in modo piuttosto inusuale, nello spogliatoio vuoto. Come sempre gli ho sorriso e lui, invece di schivarmi, ha cominciato un vero e proprio interrogatorio. A che ora vieni di solito, vieni da solo, quanti anni hai, sei di qui, no?, di dove sei. Qualcuna ne ho fatta pure io. Ha trentacinque anni. Ed è sposato. Sono le uniche informazioni che ho portato a casa perché le sue domande erano un vero fuoco di fila, come se dovesse approfittare di una occasione rara. Sorpreso ho risposto a tutte le domande, sinceramente. Mi sa troppo sinceramente. Perché devo avere sbagliato una risposta. Quel giorno mi ha salutato con calore, e io stavo addirittura arrischiando una battuta esplicita. Poi il vuoto. Ha cambiato i suoi orari, viene più tardi. Mi passa accanto nella corsia a volte, ma in doccia non lo vedo più. Mi ha bocciato.

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26/09/2005
Maschi in piscina #8 Teddy Dear

Ha un casco di folti capelli neri sotto il quale si nasconde; un viso molto dolce, angelico, su un fisico invece sensuale e quasi grossolano. Manco a dirlo è piccoletto e appena maggiorenne. Nella piscina in cui lo incontro c'è un'unica cabina dove eventualmente chiudersi per non far vedere agli altri l'uccello. Lui la usa.

E' evidende che l'erotismo gli scappa fuori senza permesso, e soltanto perché - così giovane - deve accettare supinamente la moda delle mutande fuori e dei pantaloni a vita bassa. Lo incontro poche volte, mentre esce quando io arrivo. Giovedì scorso però mi è capitato davanti al ritorno dalle docce; ovviamente lui da una di quelle chiuse, intabarrato nell'accappatoio che quasi non lo riconoscevo. Inutilmente è entrato nella cabina per infilarsi le mutande, perché poi si è asciugato i capelli sotto i phon a torso nudo, mostrando a tutti gli interessati le capriole della peluria abbondante sul suo torace morbido e compatto, con un filo di adipe sui fianchi, ma tenero e comunque - immagino - della stessa tiepida consistenza dei pettorali in rilievo e delle cosce robuste. Non guarda  mai nessuno mentre si veste di fretta, giusto ogni tanto sbircia da sotto la frangetta ribelle, un po' torvo. Si vergogna, sospetto, di tutti quei peli che invece sono proprio struggenti su di lui. Che voglia di abbracciare forte questo orsetto di cui è facile pronosticare l'imbronciata tenerezza, l'imbarazzo, il desiderio di essere coccolato senza doverlo chiedere e l'aria di concedersi controvoglia, ma poi completamente.

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26/02/2005
# 7 - Avrebbe tutti i numeri

Viene fra gli ultimi della serie perché in realtà non mi piace davvero. Avrebbe tutti i numeri, però, e non mi spiego la mia stessa incertezza. Ha un corpo perfetto, muscoloso senza eccessi (anzi, forse un pochino sì, ma di sicuro non è quello il problema), è piccolo di statura, pochi capelli, sensuale. Insomma il "mio tipo", come si dice.

Può essere la vocina un po' fessa a trattenermi, o il suo modo di muoversi nervoso. Oppure il pudore che gli fa tenere il costume in doccia, anche se ha un bel cazzo da mostrare (sì, lo spio quando si infila le mutande). Avrà trent'anni. Conosce gli altri sportivi della piscina, li chiama per nome, ma sta per conto suo.

Percepisco come un soffio di smarrimento proveniente da lui. Un allarme che negli anni è cresciuto, e ora assomiglia quasi a disperazione. Mi fa pensare ai gay che non si accettano. Quelli che battendo vorrebbero svuotarsi i coglioni in fretta, senza parlare, senza nemmeno essere guardati, perché nello specchio dei tuoi occhi si vedono, hanno paura, o schifo. Metto in questo film tutto mio, privo di riscontri, il fatto che mi eviti accuratamente. Mi saluta, ma sfugge il mio sguardo e si affretta se apro il getto troppo vicino al suo. Giuro non ci ho provato mai, nemmeno con quella amabile discrezione per la quale vado così spesso in bianco. E comunque non saprei da dove cominciare, con quei deltoidi traslucidi, gli addominali da atlante di anatomia, le mani piccole, mobili, del tutto inaccessibili.

[Data originale 22 maggio 2004]

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21/02/2005
# 6 - Un bagnino

Fra i diversi bagnini di bell'aspetto che si alternano non è quello che ho notato per primo. Mi si è rivelato man mano, come un percorso di cui si impara ad apprezzare la praticità, anche se all'inizio sembrava portarti fuori strada. Si muove con eleganza, con una sensualità che trattiene senza nessuno sforzo sotto la forte impressione del bravo ragazzo. È il compagno di università di tua figlia, gioca a pallavolo con tuo figlio. È serio, smaliziato, un po' sospettoso, eppure viene naturale chiedergli consigli.

Non riesco a immaginare nessun contatto fisico fra noi. Certo deve avere le labbra morbide e le costole che si lasciano contare esattamente sotto le dita. Il rado pelo sul petto, le natiche piene e il bacino proporzionato. Riesco a pensarmi solo in una sfiorante contemplazione. Mi piacerebbe preparare un esame con lui, passargli la palla, condividere la doccia dopo la partita. Ha un fisico curato, flessuoso e scattante, dai muscoli appena accennati. Lo vedo anche al supermercato, spesso, e per questo ci salutiamo. Mi offre brevi sorrisi, cordiali e incerti, con i quali misuro senza inganni la nostra distanza.

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18/02/2005
# 5 - Tutto veramente a posto

Biondo, alto, tutto veramente a posto. Pettorali, addominali, polpacci. Infatti mi intimidisce. E quella volta che indugiava sulla porta del pisciatoio guardandomi sono scappato via. Del resto le idee chiare non le ha. E io sono una pessima nave scuola (tendo a innamorarmi). Inoltre mi ero fatto l'idea che lui fosse innamorato del triathlonista. Stava sempre nei suoi paraggi, portava lo stesso cappellino, si era persino messo a fare stretching (solo che al triathlonista la cosa viene con molta più naturalezza). Dopo qualche tempo mi è parso che si evitassero. Mi ero costruito tutto da solo una fantasia nella quale il biondo e il triathlonista - che avevo sorpreso una sera negli spogliatoi a ridacchiare con una giovinetta che comparava i loro pettorali palpandoli - avessero litigato. Durante un incontro a tre, magari giusto quella sera, il triathlonista non ha apprezzato che il biondo gliel'avesse preso in bocca. Una cosa così. Adesso si salutano, ma stanno lontani fra loro. 

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# 4 - Soprattutto baci e carezze

Ha fatto per qualche tempo anche il bagnino. Tuttavia ha un fisico quasi insignificante. Mi piace molto comunque. Un po' pelato, belle labbra. Dà sempre l'impressione di essere seccato per qualcosa. Non ha i muscoletti e tutto il resto, è vero. Però è flessuoso, liscio, come se fosse di una nuova materia plastica che imita perfettamente la carne ma è compatta, omogenea. Ha quella inaspettata, sottile e intensa virilità che talvolta hanno i ragazzi magri e come si dice nei brutti romanzi "di complessione delicata". Mi stuzzica la perenne smorfia di disappunto. E un po' mi intenerisce. Ci farei un sesso fatto soprattutto di baci e carezze.

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# 3 - Tipo sportivo

Ha spesso la barba di tre quattro giorni. Scuro, bassottello e molto seducente. Un fisico molto curato, eppure si intuisce che le cose stanno per cambiare perché fino ad oggi l'ha aiutato l'età.  E' vicino a quella soglia dei 30 anni che questi tipi sportivi affrontano con arroganza, pensando che il corpo a cui dedicano tante attenzioni rispoderà sempre così. Notano che a confronto dei loro coetanei non sembrano passati il vigore e la tonicità dei vent'anni. Si sentono elastici, perfettamente funzionali, potenti. Non vogliono vedere che lo splendore si sta appannando e che non c'è modo di impedirglielo. Intendiamoci, è molto bello. Ma lui pensa di esserlo di più. E, soprattutto, pensa che lo sarà sempre.

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# 2 - Il triathlonista

Il triathlonista che sta insieme a una delle bagnine. Fra i 25 e i 30, viso vagamente infantile. Non molto alto. Fisico ben disegnato senza che niente sia eccessivo. Da l'idea di un corpo molto tonico, e allo stesso tempo morbido, levigato (è glabro e non credo si rada). I capelli incolti, piuttosto lunghi e fuori moda. Si muove con scioltezza, e lo si sorprende continuamente a fare esercizi di stretching. Il colore della pelle chiaro. Da quando ha focalizzato che sono gay, evita di farsi la doccia con me, cosa che prima invece accadeva molto spesso. O forse ha solo cambiato orari. Lui se ne stava nudo per moltissimo tempo sotto la doccia, distendendo i muscoli. Teneva un'aria imbronciata e tenera, un po' incongrua perché si vede bene che non è più un bambino, comunque ultimamente non lo incrocio più se ne sta molto spesso sul lato dei bagnini. Ogni tanto si mette in corsia ma non per degli allenamento seri, fa delle vasche. E' molto veloce ma non saprei dire se è anche bravo a nuotare.

 

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# 1 Un ragazzo semplice

Il ragazzo con cui scambio sempre i saluti e che mi piace nonostante non sia davvero granché. Molto peloso, anche sulla schiena, appena sopra le natiche. Si è appesantito negli ultimi anni, ma ha mantenuto un petto ampio e ben disegnato. Ha i denti un po' in disordine, lo sguardo lievemente strabico che lo rende dolcissimo. Non ha l'aria intelligente. Anzi, è proprio un ragazzo semplice. Un uomo, direi, visto che è ormai  sopra i 30.

All'inizio era molto espansivo con me, nel salutarmi e nel raccontarmi le sue prodezze sportive, sempre basate su faticate erculee. Poi deve avere capito, o forse - più probabilmente - qualcuno l'ha informato, insomma sta un po' sulle sue. Leggo un filo di malinconia e di sconfitta nel suo sguardo. Ha capito di non essere come tutti gli altri, di essere un po' più sciocco e ingenuo di quanto sia possibile esserlo senza venire messi da parte quando si fa sul serio sul lavoro, o in famiglia quando si deve prendere una decisione. Ho qualche volta fantasticato di proporgli di andare a bere qualcosa, per farlo parlare un po' di più. Potrebbe anche stuzzicarlo. Ma no, probabilmente invece si sentirebbe preso in giro.

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Premessa

La piscina d'estate, quande si riempie di gente che viene solo a prendere il sole, cambia completamente. E' come se la popolazione abituale scomparisse del tutto. Diventa rarissimo incontrare qualcuno e gli spogliatoi perdono l'atmosfera sensuale che hanno d'inverno. Se incroci degli sguardi prolungati è qualcuno che crede di conoscerti. Cambiano i rumori, i percorsi. Sembra di entrare in un diverso impianto sportivo, dove non conosci nessuno e non ti sono familiari le abitudini di chi ti circonda.

Per ricordarmi l'inverno, qualche ritratto di frequentatori che mi piacciono particolarmente.

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