Il mio fine occhio sul mondo

12/10/2009
Occhio delle mie brame

Ho capito da parecchio tempo che il mio sguardo non si posa sugli oggetti del mio interesse senza conseguenze. Con tatto, ma decisamente, molti amici e soprattutto amiche mi hanno segnalato che il mio modo di osservare è piuttosto sfacciato; si nota; insomma, che se fossi più discreto non sarebbe male. Accuso il colpo, perché innanzitutto non mi accorgo di essere indiscreto, e il sospetto di esserlo tra l'altro mi ripugna. Poi - e in conseguenza - non saprei come fare per correggermi. Non c'è nulla di provocatorio nel mio buttare gli occhi su qualcuno, nessuna aggressività né insistenza volontaria. Non desidero alcuna reazione dall'altra parte e anzi la situazione che preferisco è quella di un ragazzo così preso dai fatti suoi da non accorgersi che lo sto contemplando.

Tuttavia, è evidente anche a me, i diversi bei ragazzi che ho occasione più volte di vedere quotidianamente per esempio sul lavoro hanno direi quasi tutti afferrato la natura della mia attenzione. Alcuni prestissimo, altri solo con il tempo o addirittura dopo il suggerimento, forse, di qualcuno più sveglio. Non sono però sicuro che ne parlino alle mie spalle, perché non ho mai cercato di relazionarmi con nessuno di loro se non nei modi formali e secondo le strette necessità del contesto in cui li incontro. Ma d'altra parte ho avuto l'idea non molto intelligente di accoglierne alcune richieste di amicizia in facebook. Dalle pagine a cui sono iscritto, dalle foto ai Pride e dagli amici hanno avuto le conferme che forse cercavano. Mi colpisce in particolare l'espressione di lieve risentimento che alcuni hanno messo su. Un piccoletto biondo dai capelli rasati che vedo molto spesso, per esempio, durante l'estate trascorsa, nell'avvistarmi, più volte si è tirato giù la maglietta che per il caldo aveva sollevato sul pancino magro. Mi sfugge l'esatta proporzione del suo disagio. Se deve chiedermi qualcosa, infatti, lo fa senza ostilità, anzi, con il sorriso infantile che certi ragazzi già maggiorenni conservano da quando erano bambini e si rivolgevano agli adulti. E' come se il suo imbarazzo fosse solo semicosciente.

Il rasatino è il meno intelligente, considero le sue reazioni solo più scoperte di quelle degli altri, ma rappresentative. I ragazzi in cui riconosco lo stesso vago turbamento sono quelli che mi piacciono di più. Forse sono anche quelli ai quali pensarsi nel desiderio di un maschio crea qualche problema. Lo prendo come un segnale dell'indefinito prolungarsi dell'adolescenza. Confusioni e incertezze sulla propria sessualità tipiche dei tredicenni ora si trovano senza difficoltà a vent'anni suonati. Solo che mentre alla soglia della pubertà fanno tenerezza e sono molto comuni, in uomini fatti sono un po' patetiche. In ogni caso non devono sentirsi poi così violati nella loro intimità dalle mie occhiate se continuano a sfilarmi davanti con le mutande fuori e certe magliette aderenti da Boy bar. Ragazzi, sveglia, non sarò io a crearvi né a risolvervi i problemi. Purtroppo.

Postato da: finOcchio | link | commenti (9) |








Heracleum blog & web tools

 

Vi tengo d'Occhio

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Ci possiamo vedere qui

scrivetemi su Tiscali, lo user è 52790, spero vi basti così perché quest'indirizzo sta morendo soffocato di spam...


Licenza
Creative Commons
Anche questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.