Il mio fine occhio sul mondo

12/05/2008
Maschi in piscina # 12

Due cose certe su di lui, che dovrebbero tra l'altro dissuadermi dall'includerlo in questa galleria: guarda le ragazze; ed è minorenne. "Avrà almeno diciassette anni!", tento a volte di controbattere a me stesso. Ma all'uscita della piscina, durante tutte le domeniche invernali, lo aspettava la mamma (in questi giorni torna a casa in bicicletta, non abita molto distante) e ciò fissa il limite superiore della sua età a 15 massimo 16 anni. Del resto fossi in lei farei lo stesso, m'inquieterebbe lasciare andare in giro da solo quella bellezza conturbante e così particolare. Gli occhi piccoli piegati malinconicamente all'ingiù, la bocca ampia e sensuale, il naso diritto, la mascella forte su un collo elegante, e poi tutto un fisico vigoroso e morbido, tracciato con un segno di matita sottile e deciso. L'idea che siamo tutti la saldatura di due metà corpi deve essere venuta ai greci osservando un giovane così: la linea definita che spartisce i pettorali e si incava nel ventre, con nettezza, per poi agganciare il filo della prima peluria e sparire dove nemmeno sotto la doccia è possibile seguirlo (è pudico). Osservando poi la sua bracciata a farfalla, diligente, da bravo allievo di scuola nuoto, si segue con facilità la commessura delle natiche collegata al morbido solco fra i fianchi, e poi a quello che si chiama appunto filo della schiena, il quale sfuma nel ricciolo di un taglio molto giudizioso dei capelli corti.

Guarda le ragazze ma anche i ragazzi, da quella particolare posizione svagata che assumono gli adolescenti ancora del tutto inconsapevoli di sé, quasi abituato a sentirsi invisibile. Gli si dicesse quanto è bello lo prenderebbe come un abbraccio troppo affettuoso di una parente indiscreta. Non si accorge, ne sono certo, delle occhiate che le sue compagne gli rivolgono, per non parlare delle mie. Mi saluta, con un trasporto che mi fa vergognare. Sono il signore da cui ha avuto in prestito una entrata la volta in cui si era dimenticato a casa la tessera; presente negli stessi orari; che lo osserva infine - l'ha capito - ma non riesce a spiegarsi perché. E' attraente, in lui, proprio questa opacità: innocenza appena intorbidita dalla maturazione fisica, dal vigore della sessualità che si manifesta, in forma ancora ottusa, in un corpo la cui esemplare perfezione è compiuta e ornata da queste ultime ore senza colpa.

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